IL MANIFESTO PER LA MOBILITA' LIVORNESE

10 minuti
IL MANIFESTO PER LA MOBILITA' LIVORNESE
andare, camminare, pedalare...

a cura di: Fiab Livorno La triglia in bicicletta, WWF Pandaciclisti Livorno, Legambiente Livorno, UISP Livorno

Questo manifesto è nato, durante la campagna elettorale per le elezioni comunali del 2014, con l'intento di condividere con i futuri Amministratori della città e con i suoi cittadini i principi della buona mobilità urbana che nascono dalle migliori pratiche internazionali.
IL MANIFESTO E' STATO SOTTOSCRITTO DA QUASI TUTTI I CANDIDATI COMPRESO IL SINDACO FILIPPO NOGARIN CHE HA INSERITO GRAN PARTE DEI SUOI CONTENUTI NEL SUO PROGRAMMA DI MANDATO

I contenuti del manifesto arrivano dalle esperienze decennali delle associazioni ambientaliste, sportive e culturali che lo hanno scritto, protagoniste del cambiamento culturale che  si sta realizzando a livello mondiale.
Le principali esperienze alle quali il documento fa riferimento sono:

Il lavoro della Regione Toscana per lo sviluppo della mobilità ciclistica con particolare riferimento alla Legge Regionale n°27/2012 ed al recente Piano Regionale Integrato delle Infrastrutture per la Mobilità'.
Il contributo della European Cycling Federation e della Commissione Europea
Le ricerche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
il lavoro della Federazione Italiana Amici della Bicicletta.
I risultati degli stati generali della bicicletta del 2012.
Il programma della rete della mobilità nuova e del gruppo inter-parlamentare omonimo.
Le proposte avanzate a fine 2013 dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani per la modifica del Codice Della Strada.

PRINCIPI

L' obiettivo della mobilità è quello di organizzare gli spostamenti delle persone nel modo più efficace possibile, assegnando un peso primario ad indicatori troppo spesso trascurati: la sicurezza, la salute, la qualità dello spazio urbano,  l'equità sociale e la “rapidità diffusa” in luogo della velocità del singolo. 

Questo obiettivo non è realizzabile all'interno di un modello urbano “auto-centrico” ma solo in un modello ”umano-centrico”.

La  mobilità non è il risultato della contrapposizione tra il partito dei pedoni , degli automobilisti o dei ciclisti. La comunità è l'unica portatrice di interessi e la buona mobilità persegue l'interesse di tutti.

La mobilità massimizza gli spostamenti non motorizzati: fino ad 1 km si cammina  e fino a 3 km si pedala (dieci/dodici minuti). 
Senza questi dieci minuti a piedi o in bicicletta non è possibile concepire un sistema di infrastrutture per la mobilità urbana efficace e sostenibile, economicamente, socialmente ed ambientalmente.

OBIETTIVI.
La buona mobilità fissa obiettivi semplici e misurabili:

Zero incidenti in ambito urbano

Secondo il rapporto ACI ISTAT, nel 2011 nella provincia di Livorno si registrano 3.847 incidenti dei quali 21 mortali. L’80% di questi, in campo urbano, vede come vittime l'utenza debole (pedoni, ciclisti e motociclisti)
Gli amministratori devono impegnarsi a raggiungere, nel loro mandato, la riduzione di almeno 15 punti percentuali del numero di incidenti, tre soli punti percentuali l’anno.

60% del Modal Split  con spostamenti di tipo sostenibile 

il MODAL SPLIT è la ripartizione percentuale delle diverse modalità sul totale degli spostamenti. Gli spostamenti di tipo sostenibile sono quelli effettuati a piedi, in bicicletta e con il Trasporto Pubblico Locale. Attualmente la ripartizione Modale di Livorno è: 70% Auto + scooter, 10% TPL, 15%Piedi, 5% Bici. L'attuale percentuale di spostamenti sostenibili è quindi pari al 30% 
Gli amministratori devono impegnarsi a raggiungere, nel loro mandato, l'obiettivo minimo di incrementare la quota sostenibile di almeno 15 punti percentuali, un solo punto percentuale ogni anno a vantaggio dei piedi della bicicletta ed il TPL. 

STRUMENTI.
Le migliori pratiche insegnano che questi obiettivi si raggiungono con:

La  realizzazione di un Piano Urbano della Mobilità, ben integrato con la disciplina urbanistica e del commercio, che abbia al suo centro i pedoni, i ciclisti e la loro intermodalità con il Trasporto Pubblico Locale e la rete ferroviaria.
La riduzione della velocità a 30 km/h ad eccezione delle strade a grande scorrimento (come nelle proposte ANCI)
La realizzazione, come previsto dalla LR 27 2012 del “Piano della Mobilità ciclistica” della città.
Il massimo impegno per la riqualificazione degli spazi pubblici, con la quale si possa rilanciare il commercio delle aree centrali della città.
L'istituzione del maggior numero possibile di zone 30 dove si realizzi, grazie alla bassa velocità ed al lavoro sul verde e l' arredo urbano, la pacifica convivenza tra le varie modalità di spostamento. (Le Zone 30 non si realizzano con la semplice posa di un cartello di limite di velocità)
L'EDUCAZIONE degli studenti, la FORMAZIONE degli amministratori ed i tecnici e , soprattutto, La COMUNICAZIONE verso i cittadini, usando strumenti mirati e differenziati che producano emozioni.
L'introduzione del mobility manager, oltre che nelle aziende e nelle amministrazioni pubbliche, anche nelle scuole, lavorando sulla partecipazione diretta dei lavoratori e degli studenti alla gestione della loro mobilità. 
Le strategie di incentivo all'uso della bicicletta e dei piedi ma anche di disincentivo all'uso dell'auto privata.
Creare il MO.LI. L'ufficio della MObilità LIvornese al quale affidare la gestione degli strumenti di governance, un raccordo tra le varie competenze coinvolte: mobilità, urbanistica, ambiente, commercio, risorse economiche, istruzione, comunicazione, salute.

EFFETTI
La buona mobilità genera crescita economica e lavoro, alcuni numeri

l'Organizzazione Mondiale della Sanità calcola con il programma HEAT (Health Economic Assessment Tool) il risparmio in costi sanitari ottenuto spostando il modal split verso il pedone ed il ciclista.  A Livorno uno spostamento di 10 punti percentuali a vantaggio degli spostamenti non motorizzati porta risparmi sui costi sanitari fino a 7 milioni di € l'anno!
Un Report dell' European Cycling Federation calcola che l’uso della bicicletta nell’UE-28 sarebbe in grado di generare ogni anno benefici economici pari a 200 miliardi di euro, una cifra superiore al PIL della Danimarca; con un rapporto costi / benefici straordinario: 1:70
Considerando i costi interni ed esterni relativi a ciascuna modalità di spostamento, un ciclista che percorre 2.000 km all'anno (6 km al giorno c.ca) fa risparmiare 1.700 € alla comunità rispetto a chi percorre la stessa distanza con un auto.
La buona mobilità è una condizione indispensabile per la riqualificazione urbana e per la rivitalizzazione del tessuto sociale ed economico. La rigenerazione dello spazio pubblico oltre ad innalzare la qualità della vita, migliora l’innescarsi dei virtuosi processi attrattivi e dinamici che rappresentano il vero cuore di un organismo urbano. Il cuore sano di una città attrae buoni investimenti e lavoro. 
La buona mobilità ha bisogno di infrastrutture leggere e non necessita di grandi investimenti. Sulla Base dell'esperienza delle più virtuose città europee e americane, si stima che per varare una politica globale a vantaggio della mobilità non motorizzata siano necessarie risorse pari a soli € 5/ anno  per abitante per 5-7 anni.

La Legge Regionale Toscana (LR 27 2012) dal prossimo anno prevederà consistenti finanziamenti per lo sviluppo della mobilità ciclistica: l'8% di tutte le risorse destinate all'ammodernamento delle infrastrutture dei trasporti.
La comunità Europea sta approntando diversi assi di finanziamento sul rinnovo della mobilità urbana in chiave sostenibile. 
PER NON LASCIARCELI SCAPPARE DOBBIAMO PREDISPORRE BUONI PROGETTI.