IL MANIFESTO PER LA MOBILITA' URBANA

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IL MANIFESTO PER LA MOBILITA' URBANA 
andare, camminare, pedalare...
a cura di Fiab e Letteratura Rinnovabile

Questo manifesto nasce con l'intento di condividere con gli Amministratori delle città italiane i principi della buona mobilità urbana che nascono dalle migliori pratiche internazionali.

Le principali esperienze alle quali il documento fa riferimento sono:

il lavoro della Federazione Italiana Amici della Bicicletta.
Il contributo della European Cycling Federation e della Commissione Europea
Le ricerche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il lavoro di alcune regioni italiane per lo sviluppo della mobilità ciclistica 
I risultati degli stati generali della bicicletta del 2012.
Il programma della rete della mobilità nuova e del gruppo inter-parlamentare omonimo.
Le proposte avanzate a fine 2013 dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani per la modifica del Codice Della Strada.

PRINCIPI

L' obiettivo della mobilità è quello di organizzare gli spostamenti delle persone nel modo più efficace possibile, assegnando un peso primario ad indicatori troppo spesso trascurati: la sicurezza, la salute, la qualità dello spazio urbano,  l'equità sociale e la “rapidità diffusa” in luogo della velocità del singolo. 

Questo obiettivo non è realizzabile all'interno di un modello urbano “auto-centrico” ma solo in un modello ”umano-centrico”.
La  mobilità non è il risultato della contrapposizione tra il partito dei pedoni , degli automobilisti o dei ciclisti. La comunità è l'unica portatrice di interessi e la buona mobilità persegue  l'interesse di tutti.

La mobilità massimizza gli spostamenti non motorizzati: fino ad 1 km si cammina  e fino a 3 km si pedala (dieci/dodici minuti). 
Senza questi dieci minuti a piedi o in bicicletta non è possibile concepire un sistema di infrastrutture per la mobilità urbana efficace e sostenibile, economicamente, socialmente ed ambientalmente.

OBIETTIVI. La buona mobilità fissa obiettivi chiari  e misurabili:

Zero incidenti in ambito urbano

Gli incidenti stradali si concentrano nelle città. Secondo il rapporto ACI ISTAT, del 2012 sulle strade urbane si conta il 75% degli incidenti con il 42% delle vittime e il 72% dei feriti. 
Gli amministratori devono impegnarsi a raggiungere una riduzione degli incidenti pari ad almeno tre punti percentuali per ogni anno di mandato.

70% del Modal Split  con spostamenti di tipo sostenibile 

il MODAL SPLIT è la ripartizione percentuale delle diverse modalità sul totale degli spostamenti. Gli spostamenti di tipo sostenibile sono quelli effettuati a piedi, in bicicletta e con il Trasporto Pubblico Locale. Attualmente la ripartizione modale media di tipo sostenibile nelle città italiane è pari a circa il 43%. 
Gli amministratori devono impegnarsi a raggiungere, nel loro mandato, l'obiettivo minimo di incrementare la quota sostenibile di almeno tre punti percentuali per ogni anno di mandato.

STRUMENTI. Le migliori pratiche insegnano che questi obiettivi si raggiungono con:

La  realizzazione di un Piano Urbano della Mobilità, ben integrato con la disciplina urbanistica e del commercio, che abbia al suo centro i pedoni, i ciclisti e la loro intermodalità con il Trasporto Pubblico Locale e la rete ferroviaria.
La riduzione della velocità a 30 km/h ad eccezione delle strade a grande scorrimento (come nella proposte ANCI)
La realizzazione del “Piano della Mobilità ciclistica” della città.
Il massimo impegno per la riqualificazione degli spazi pubblici, con la quale si possa rilanciare il commercio delle aree centrali della città.
L'istituzione del maggior numero possibile di zone 30 dove si realizzi, grazie alla bassa velocità ed al lavoro sul verde e l' arredo urbano, la pacifica convivenza tra le varie modalità di spostamento. (Le Zone 30 non si realizzano con la semplice posa di un cartello di limite di velocità)
L'EDUCAZIONE degli studenti, la FORMAZIONE degli amministratori ed i tecnici e , soprattutto, La COMUNICAZIONE verso i cittadini, usando strumenti mirati e differenziati che producano emozioni.
L'introduzione del mobility manager, oltre che nelle aziende e nelle amministrazioni pubbliche, anche nelle scuole, lavorando sulla partecipazione diretta dei lavoratori e degli studenti alla gestione della loro mobilità. 
Le strategie di incentivo all'uso della bicicletta e dei piedi ma anche di disincentivo all'uso dell'auto privata.
Creare un ufficio specifico al quale affidare la gestione degli strumenti di governance, un raccordo tra le varie competenze coinvolte: mobilità, urbanistica, ambiente, commercio, risorse economiche, istruzione, comunicazione, salute.

EFFETTI. 
La buona mobilità genera crescita economica e lavoro, alcuni numeri

l'Organizzazione Mondiale della Sanità calcola con il programma HEAT (Health Economc Assessment Tool) il risparmio in costi sanitari ottenuto spostando il modal split verso il pedone ed il ciclista, 10.000 spostamenti non motorizzati da 10 minuti portano risparmi sui costi sanitari fino a 8 milioni di € l'anno!
Un Report dell' European Cycling Federation calcola che l’uso della bicicletta nell’UE-28 sarebbe in grado di generare ogni anno benefici economici pari a 200 miliardi di euro, una cifra superiore al PIL della Danimarca; con un rapporto costi / benefici straordinario: 1:70
Considerando i costi interni ed esterni relativi a ciascuna modalità di spostamento, un ciclista che percorre 2.000 km all'anno (10+10 minuti = 6 km al giorno c.ca) fa risparmiare 1.700 € alla comunità rispetto a chi percorre la stessa distanza con un auto.
La buona mobilità è una condizione indispensabile per la riqualificazione urbana e per la rivitalizzazione del tessuto sociale ed economico. La rigenerazione dello spazio pubblico oltre ad innalzare la qualità della vita, migliora l’innescarsi dei virtuosi processi attrattivi e dinamici che rappresentano il vero cuore di un organismo urbano. Il cuore sano di una città attrae buoni investimenti e lavoro. 
La buona mobilità ha bisogno di infrastrutture leggere e non necessita di grandi investimenti. Sulla Base dell'esperienza delle più virtuose città europee e americane, si stima che per varare una politica globale a vantaggio della mobilità non motorizzata siano necessarie risorse pari a soli € 5/ anno  per abitante per 5-7 anni.

Alcune leggi regionali prevedono consistenti finanziamenti per lo sviluppo della mobilità ciclistica.
La comunità Europea sta approntando diversi assi di finanziamento sul rinnovo della mobilità urbana in chiave sostenibile. 

PER NON LASCIARCELI SCAPPARE DOBBIAMO PREDISPORRE BUONI PROGETTI.